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Sherlock fanfics by trickster201


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April 27, 2012
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Dire che il piccolo uomo era spaventato sarebbe un eufemismo. Il piccoletto era letteralmente terrorizzato, pietrificato dalla paura.

Aveva appena realizzato di essersi andato a infilare nella tana della creatura e forse in un pericolo ancora più grande di un ratto.

 

Per darsi sicurezza, assunse una posa da pugile - C- chi sei? – chiese, cercando di conferire un tono sicuro e baldanzoso alla sua voce spezzata, fallendo miseramente – Non provarci nemmeno a farmi del male, altrimenti io-

 

- E’ la domanda che dovrei farti io, dopotutto… – lo interruppe il sussurro dalle ombre – …tu sai benissimo chi sono io – sospirò la voce.

C’era qualcosa in quel tono di voce, qualcosa che fece perdere un po’ della paura al biondo. Quello che aveva avvertito… era forse tristezza?

 

- Comunque stai tranquillo, non voglio farti del male –

Se inizialmente era un sussurro, l’ultima frase terminò in modo così lieve che il biondino stentò a riconoscere le parole e a distinguerle dal fruscio del vento all’esterno.

 

-..ni qui -  la voce era fievole, ancora più della frase precedente.

Prendendo a due mani quel poco di coraggio che gli era rimasto, il piccolo uomo gli chiese di ripetere.

-Vieni qui – ripeté la voce, stentata e debole, come se ogni parola fosse una spina conficcata nelle carni – Non… non voglio farti del male – e si fermò, per riprendere fiato – è una promessa –

 

Il piccoletto era sempre stato incline a fidarsi degli altri, e anche in quella situazione alquanto bizzarra il suo istinto lo spinse a dare fiducia alla creatura.

 

Camminava piano nell’oscurità per non rischiare di inciampare, ancora  non si sentiva del tutto sicuro, nonostante i suoi occhi si fossero un po’ abituati alle tenebre e riuscissero a cogliere maggiori dettagli dell’ambiente, anche grazie a uno spiraglio di luna che riusciva a filtrare all’interno dai buchi delle “tapparelle” di legno anche attraverso la spessa coltre di nubi cariche di pioggia.

 

Andava a tentoni, finché la creatura non parlò di nuovo - Va bene lì – al ché si fermò.

Avvertì del movimento vicino a lui, un fruscio di stoffa, il tintinnare di qualcosa di grosso e metallico., finché un’ombra non si accucciò vicino a lui.

 

Il piccoletto trasalì, riconoscendo vicino a sé i vaghi contorni di quello che doveva essere un viso, ma nient’altro, era ancora troppo buio.

 

Il sussurro si fece risentire, sempre fievole ma bene udibile, adesso che la distanza tra loro si era accorciata – Scusami se ti ho spaventato, non era mia intenzione – mormorò con un tono realmente dispiaciuto.

 

 - No- non ti preoccupare – cercò di rassicurarlo – tu… tu sei realmente la “creatura”? – chiese con un po’ di timore.

Subito la sua domanda venne confermata con un cenno del capo – Temo di si. Che io ricordi, sono sempre stato qui, non so neanche perché – e non sapeva neanche perché adesso si stava confidando con quel piccolo uomo, pensò tra sé e sé. Forse, dopo tanto tempo passato in solitudine, anche il primo sconosciuto può diventare un’ancora di salvezza e aprire uno spiraglio verso il mondo esterno. E poi sentiva che si poteva fidare di lui, perché anche lui era diverso, avrebbe sicuramente compreso il suo stato d’animo.

O almeno lo sperava.

Il fatto che non fosse scappato urlando prometteva già bene, che potessero davvero diventare… amici?

 

Un inquietante silenzio era sceso nella vecchia cantina, mitigato solo dallo scrosciare della pioggia all’esterno. Questa volta, fu il biondo a prendere parola – Senti,non vorrei essere scortese, ma… bhé, com’è che parli così piano? A mala pena riesco a sentirti… -

 

Un sospiro mesto – Non posso aprire troppo la bocca –

Il piccoletto deglutì e, a rischio di sembrare indelicato, chiese – Come mai? – altro sospiro mesto – Dammi una mano, ti faccio sentire –

 

Lentamente, il biondo portò la mano sinistra davanti a sé, e se la sentì afferrare tra qualcosa di morbido, probabilmente, pensò, erano l’indice e il pollice della creatura.

Strano. Se l’era sempre figurato come un essere freddo, ma adesso che lo aveva davanti e poteva toccarlo… sentiva tutto il suo calore di creatura umana.

Non è giusto che stia qui da solo. Nessuno si merita una tale punizione.

 

Cercando di essere più delicato possibile, la creatura portò la minuscola mano del biondo fino alle sue labbra premendola leggermente al centro, per poi iniziare a farla scorrere verso un lato.

Il piccolo uomo, d’altro canto, non capiva dove l’altro volesse arrivare, ma sussultò quando la sua mano andò incontro a qualcosa di ruvido e spiacevole, tutto il contrario delle morbide labbra.

 

Cercando di capire cosa fosse, portò anche l’altra mano a tastare quella sostanza ignota, scoprendola filacciosa, ma rigida.

-Sono punti- spiegò la creatura – punti di sutura. Li ho da che ho memoria – e così dicendo lo incitò a seguire il percorso segnato dai piccoli fili.

 

Le manine del biondo scorrevano leggere lungo quel percorso ruvido, finché non si accorse che era un po’ troppo lungo per limitarsi alle sole labbra. Deglutendo nuovamente, continuò il suo piccolo viaggio finché due punti più grossi degli altri, messi a croce, non segnavano la fine, al di la della quale poteva sentire la pelle liscia della guancia.

 

Pur essendo al buio, col tatto si era fatto un’idea abbastanza precisa – Mi… mi dispiace – mormorò, incapace di trovare qualcos’altro da dire. E gli dispiaceva davvero, non era solo un modo di dire.

Si sentiva… quasi in colpa per la situazione dell’uomo (ciò era, non poteva negarlo) che aveva davanti, quasi fosse stato lui a rinchiuderlo ed a emarginarlo.

 

-Non devi – replicò sussurrando – Non hai colpa di niente, perché dovresti dispiacerti –

-Tu… devi sentirti solo, non è così? – la creatura non rispose, ma il piccoletto sapeva cosa voleva dire empatia, e in quel momento poteva confermarlo.

 

- Bé, sono solo anche io – comunicò – ma magari, adesso, potremo non esserlo più. Vuoi diventare mio amico? – propose, afferrando l’indice della creatura che era rimasto visino a lui.

 

Nel buio, la creatura sgranò gli occhi dalla sorpresa.

Quel piccoletto… voleva davvero essere suo amico?

Un calore sconosciuto cominciò a bruciargli nel petto, ardendo e vibrando e facendogli pensare che il petto gli sarebbe esploso da un momento all’altro se non avesse detto qualcosa.

 

-… sì – sussurrò – Sì, voglio essere tuo amico – ripeté con più decisione.

Sulla bocca del piccoletto si allargò un sorriso che venne percepito dalla creatura, la cui vista nel buio doveva essere certamente più sviluppata di quella dell’altro, che strinse con più forza il dito che teneva tra le manine.

 

- a proposito, io sono John, ma gli amici mi chiamano Johnny, per via della mia statura. Puoi chiamarmi anche tu così.

- Johnny… - ripeté lievemente la creatura –E tu? Qual è il tuo nome? – chiese, poi rifletté che forse, se era stato sempre rinchiuso li, forse neanche lo aveva, un nome. Ma la creatura lo sorprese, rispondendogli.

 

- Sherlock –













Angolo dell'autrice:



Ecco che cominciano già a conoscersi meglio! Dal prossimo capitolo inizieremo a vedere un po' di luce (nel senso letterale del termine), e sarà pieno (o quasi) di fluff.

Il prossimo capitolo ce l'ho già pronto, e spero di poter continuare così, aggiornando ogni venerdì. Ah, non vi abituate ad averli così presto, i capitoli, quello di questa settimana l'ho pubblicato di mattina solo perché avevo assemblea a scuola ed adesso sono a casa u.u Dalla prossima settimana si ricominciano gli aggiornamenti serali ;)

Laterz!
Here, the First Chapter! I'm still looking for someone who can translate this in english ( not with Google translator, I can do it myself too u.u )

Prologue
Chapter 2
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:icondanaxneuro:
DanaXNeuro Featured By Owner Apr 28, 2012  Student Traditional Artist
This is good! I'm curious as to why it's in Italian when you can also put it in English? I mean Italian is fine, this is why there is Google Translate~
I look forward to the next chapter!! :heart:
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:iconkarolusdiversion:
Karolusdiversion Featured By Owner Apr 29, 2012
The Italian language has a syntax much more complex than that of the English language, so it is impossible to use the Google translator to translate a text longer than three or four words. You would get a text surreal. :)
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:icondanaxneuro:
DanaXNeuro Featured By Owner Apr 29, 2012  Student Traditional Artist
Lol yeah, but I was still able to read it!! xD
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:iconkarolusdiversion:
Karolusdiversion Featured By Owner Apr 29, 2012
:thumbsup:
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:iconnekorory:
NekoRory Featured By Owner Apr 29, 2012  Student General Artist
I'm not skilled enough to write it on english, and Google's translations are horrible^^"
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:icondanaxneuro:
DanaXNeuro Featured By Owner Apr 29, 2012  Student Traditional Artist
I get the general idea of it though~ close enough.
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:iconnekorory:
NekoRory Featured By Owner Apr 29, 2012  Student General Artist
do the same on english fics - I only get a general idea - that's why I usually do not read fics on DA... sadly, 'cause I'm sure I'm missing beautiful writings...
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:icondanaxneuro:
DanaXNeuro Featured By Owner Apr 30, 2012  Student Traditional Artist
Yeah, this isn't my first place for getting fics....
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:iconbusylucylucia:
BusyLucyLucia Featured By Owner Apr 28, 2012  Hobbyist General Artist
Anch'io avevo assemblea XD punti di sutura.... Che cosa geniale! Aspetto il prossimo capitolo ^^
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:iconnekorory:
NekoRory Featured By Owner Apr 28, 2012  Student General Artist
Ci si risente venerd́ prossimo allora ;)
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